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Una gemma preziosa
incastonata fra le colline rigogliose di una delle zone più belle
d'Italia. A farle da cornice, uno tra i più affascinanti giardini
d'Italia, unico nel suo genere, assai noto all'estero. Sin dalle
sue più lontane origini il luogo dovette andare famoso soprattutto
per questo giardino: un luogo dove il tempo sembra essersi fermato,
tanto che è l'unico giardino italiano del settecento conservato
intatto in ogni particolare: dagli arredi delle grotte, al disegno
delle aiuole a forma di stella e di losanghe. Purtroppo si conosce
ben poco della storia di questo magico luogo, ma l'intero giardino
costituisce un miracolo quasi incredibile di sopravvivenza da
un'altra epoca.
Sembra probabile che il Giardino fosse disegnato da Andrea Vici
(assai attivo nelle Marche) o dai suoi aiuti, sulla traccia di
un giardino addirittura preesistente, giacchè parte della casa
risale al XVII secolo. Il Giardino Buonaccorsi è un esempio classico
di giardino delle Marche, e grazie alle amorose cure dei suoi
proprietari (i soci dell'Agripicena srl, proprietaria dell'interno
complesso) si è conservato in ottime condizioni. E' questo il
motivo per cui l'arte dei giardini in genere e la conservazione
di complessi come il giardino Buonaccorsi in particolare, sono
realtà così rare e preziose, posto che la loro bellezza è di gran
lunga più effimera di qualsiasi altra e la trascuratezza di una
generazione può bastare a distruggere tutto ciò che fu fatto in
precedenza. Il Giardino Buonaccorsi possiede anche un vasto bosco
che cresce distante dalla casa, ed è separato dal giardino mediante
un'altra muraglia. Attualmente il bosco si presenta come un giardino
all'inglese con molti alberi, un lago artificiale ed un monticello,
dalla cui cima si gode una vista splendida sulla vallata fino
al mare. Villa Buonaccorsi sorge in questa magnifica cornice.
Residenza di campagna della famiglia nobile che aveva dimora nell'omonimo
Palazzo del centro storico di Macerata, la Villa rispondeva alle
esigenze di una vita comoda e confortevole, con le ampie sale
ed il cortile interno. La tenuta di campagna è completata da altri
edifici: i granai (una superficie di oltre 5.000 mq), una serie
di case a schiera, le scuderie, una piccola Chiesa dove tutt'oggi
ogni Domenica mattina si celebra la Messa. La villa si erge sui
resti di un luogo fortificato, noto già nel XII secolo e divenuto
poi, nel XVI, un palazzo fortificato per il controllo della tenuta
agricola della famiglia Buonaccorsi di Macerata. Sull'antico nucleo
edilizio cinquecentesco si progettò, dopo il 1665, il cosiddetto
"giardino segreto", attualmente occupante l'area tra
la villa fortificata e la chiesetta barocca intitolata a S. Filippo.
A tale periodo risale anche la ristrutturazione della palazzina
originaria, con la loggia rivolta al cortile interno, attribuita
a Mattia de' Rossi. Agli inizi del XVIII secolo, al complesso
vennero aggiunti edifici (magazzini, mulino ad olio, ecc.) e venne
creato il cortile interno con ampie loggie vetrate che si ricollegano
a quelle del palazzo posseduto dai Buonaccorsi a Macerata. Prima
del 1720 venne realizzato il giardino vero e proprio capolavoro.
Nel colle dietro la costruzione e nel versante a Sud furono ricavate
una serie di terrazze chiuse e riparate, e pur esposte al sole
e dotate di una vista splendida. Tali terrazze offrono un ambiente
propizio alla fioritura degli agrumi, coltivati a centinaia a
spalliera, ad alberelle, in grandi vasi di terracotta dell'ultimo
Ottocento. Complessivamente le terrazze sono cinque: la prima
terrazza, che si estende all'altezza del "piano mobile"
della villa comprende anche un "giardino segreto" contornato
da ciottoli da cui un tempo fuoriscivano simmetrici zampilli d'acqua,
che formavano di fatto una galleria in cui un poter passare senza
bagnarsi. Sempre sullo stesso piano possiamo ammirare la grotta
detta "dei frati". La seconda è caratterizzata dalla
razionalità dell'intero impianto di aiuole e rallegrata da due
statue raffiguranti Arlecchino e Pulcinella. Nel terzo gradone,
denominato "viale degli Imperatori", possiamo ammirare,
posta in una nicchia, la meravigliosa statua della dea Flora.
Nella quarta terrazza ci si compiace della sobrietà e della linearità
delle aiuole e, nella ultime due terrazze sono di epoca più recente
rispetto al resto del giardino. Nel giardino vi sono anche un
teatrino degli automi ed una chiesetta, oltre numero di meccanismi,
non tutti funzionanti, di giochi d'acqua. La casa sorge in cima
a un piccolo colle con un panorama incantevole di verdi colline
e vallate che si snodano tra esso e il mare. L'esposizione non
è casuale: ben orientata al sole e protetta dai venti dominanti
in modo da consentire la crescita di piante ornamentali e soprattutto
di agrumi, in piena terra e vaso. L'edificio, a pianta irregolare,
è composto da diversi corpi di fabbrica che racchiudono un cortile
con un portico ingentilito da quattro eleganti Bonazza (primi
decenni XVIII). Accanto alla casa c'è anche qui lo spirito malizioso
del tempo è testimoniato da un diavolo che spunta inatteso da
una nicchia maestosa. Villa Giardino Buonaccorsi riserva al visitatore
una serie di sorprese indimenticabili: i giochi d'acqua nei giardini,
le serre dove si perpetua la vita di piante secolari, sopravvissute
dalla lontana epoca della costruzione del complesso, le statue
dei musici che si muovono ritmicamente con i loro strumenti al
passaggio dell'acqua, i sotterranei, dove erano conservate le
grandi botti de buon vino prodotto dai vigneti della collina e
dove son ancora intatte le vasche di pietra per la decantazione
dell'olio.
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